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Criminologia Bancaria: assicurazioni e TAEG nel credito al consumo

Le recenti decisioni 10617/17 - 10620/17 - 10621/17 del Collegio di Coordinamento dell’ABF affrontano il delicato, quanto controverso, tema delle polizze assicurative imposte dal sistema bancario ai clienti.

Confermando quanto ho già sostenuto in un precedente articolo del 28 aprile u.s., il Collegio di Coordinamento dell'ABF ha limitato con paletti precisi - che saranno di seguito esposti - il potere potestativo delle banche, esercitato per mezzo dell'asimmetria informativa, sui clienti.

Questi i principi espressi dal Collegio di Coordinamento:

Il costo della polizza assicurativa a tutela del credito, della banca, va incluso nel TAEG qualora:

  1. la polizza abbia funzione di copertura del credito;
  2. vi sia connessione genetica e funzionale tra finanziamento e assicurazione, nel senso che i due contratti siano stati stipulati contestualmente e abbiano pari durata;
  3. l’indennizzo sia stato parametrato al debito residuo.

Il costo della polizza assicurativa a tutela del credito, della banca, NON va incluso nel TAEG qualora la banca dimostri:

  1. di aver proposto al ricorrente una comparazione dei costi (e del TAEG) da cui risulti l’offerta delle stesse condizioni di finanziamento con o senza polizza;
  2. ovvero di avere offerto condizioni simili, senza la stipula della polizza, ad altri soggetti con il medesimo merito creditizio;
  3. ovvero che sia stato concesso al ricorrente il diritto di recesso dalla polizza, senza costi e senza riflessi sul costo del credito, per tutto il corso del finanziamento.

Le polizze imposte dalla Banca al cliente – punti dall'1 al 3 – presentano (quasi) sempre le caratteristiche citate dal Collegio.

Tuttavia se la banca a sua difesa dimostra di aver assolto agli obblighi di cui ai punti dal 4 al 6 le polizze non vanno incluse nel TAEG.

Ritengo però che tale soluzione non sia completamente condivisibile.

Doppio TAEG con e senza polizza (punto 4.)

Negli ultimi due anni sono aumentati i contratti in cui il finanziatore espone il TAEG comprensivo della polizza e senza polizza assicurativa, ed è un bene per la trasparenza bancaria. In questo è pienamente condivisibile la natura di prova contraria.

Il problema sorge nel momento in cui i TAEG pubblicizzati sono difformi da quelli reali, e ciò accade per il TAEG comprensivo di polizza e non. Spesso è proprio impossibile capire come siano stati determinati pur seguendo alla lettera le indicazioni nel contratto di credito.

Di fronte a tale pratica resta aperta quindi la non corretta determinazione del TAEG che deve essere contestato.

Merito Creditizio (punto5.)

Il merito creditizio è – in estrema sintesi – una valutazione della capacità di rimborso del finanziamento da parte del cliente. Tale valutazione non è in funzione della meritevolezza del cliente ma viene svolta in termini di rischio di mancato rimborso delle rate, in altre parole del rischio di credito.

Non è semplice semantica ma è un cambio di prospettiva che si riflette sulla relazione banca/cliente. Il merito creditizio metteva al centro il cliente, il rischio di credito - oggi - mette al centro la banca e la tutela del suo credito da rischi di mancato rimborso.

Il cambio di prospettiva è avvenuto principalmente a seguito della crisi bancaria 2007/2008 e della successiva crisi del 2010 sui debiti sovrani, degli interventi e regole di Basilea II e III, nonché delle raccomandazioni della BCE, tutte in massima parte rivolte all'attenuazione del rischio di credito.

Non è un caso che il largo utilizzo delle polizze abbinate ai finanziamenti sia coincidente con l’insorgere della crisi.

L'ISVAP nel 2011 ha emesso un provvedimento 1)CPI_provv._2946 isvap da cui si evince chiaramente l'esplosione del fenomeno delle polizze a tutela del credito e dei comportamenti non corretti adottati dalle banche proprio a seguito della crisi economica causata dalle banche stesse.

Le polizze CPI, in altre parole, assolvono da un lato a una funzione prettamente commerciale che consente lauti guadagni alle banche e finanziarie che percepiscono provvigioni anche superiori al 50% del premio della polizza,  dall'altro permette alle finanziarie di continuare a erogare credito in un periodo di credit crunch 2)stretta del credito; il fenomeno con cui si indica un calo significativo dell'offerta di credito al termine di un prolungato periodo espansivo grazie al meccanismo di attenuazione del rischio che le polizze garantiscono.

Il fenomeno appare quindi diffuso, e non è chiaro quanti casi simili le finanziarie debbano depositare a prova contraria, ovvero tale indicazione di prova lascia spazio di manovra...

In altre parole, su migliaia di finanziamenti, negli archivi degli istituti di credito è facile selezionare i casi più adatti allo scopo difensivo prefissato.

Mi aspetto nell'immediato futuro che, su 10 casi depositati casualmente, più della metà siano senza polizza, a dimostrazione che non vi sia stata imposizione delle polizze; e che gli stessi casi saranno usati in ciclostile.

Il punto 6. non è condivisibile.

Il diritto di recesso è un elemento essenziale dei contratti in genere, la cui assenza determina nullità del contratto stesso. Di per sé tale elemento esclude la possibilità di far valere tale diritto come prova di facoltatività delle polizze.

La scelta del Collegio di salvare tale eccezione contraria, ampiamente usata dalle banche e finanziarie nelle difese presso l'ABF, è quanto mai carente di tecnica.

Gli unici costi che la banca può variare ai clienti consumatori in fase esecutiva del rapporto sono le spese di incasso rata, dato che è vietato variare in senso sfavorevole i tassi concordati nel contratto!!! In altre parole parliamo del nulla!!! Sarebbe bello, ma in realtà, si tratta dell’ennesimo assist di un organismo deputato alla vigilanza a favore del sistema bancario. Infatti, a quest’ultimo basterà aggiungere alla clausola di recesso la dicitura che non verranno variate le condizioni di finanziamento in caso di recesso.

Il futuro della trasparenza bancaria

Le decisioni del Collegio di Coordinamento sembrano aver fissato dei paletti chiari entro cui la banca deve instaurare un sano e trasparente rapporto con il cliente.

In realtà non chiariscono alcunché, confermano solo quanto era già conosciuto agli addetti ai lavori di ambo le parti della relazione banca/cliente.

Chiariscono invece, attraverso le utili indicazioni comportamentali, di cui ai punti dal 4 al 6, i comportamenti futuri del sistema bancario.

Per il futuro prossimo ci saranno documenti di sintesi, contratti di prestito e assicurativi modulati/manipolati in funzione dei principi analizzati, in particolare il punto 6, dato che il punto 4 è già attuato nella contrattualistica bancaria più recente.

Nel diritto di recesso verrà specificato che rimarrà invariato il costo del finanziamento anche in caso di recesso, nonostante la totale assurdità del principio espresso dal Collegio di Coordinamento.

Infine, mi aspetto che, nel contenzioso attuale e prossimo ante “rivisitazione” della contrattualistica, il sistema bancario cercherà nei suoi archivi (che contengono migliaia di finanziamenti) i casi più congruenti alla prova contraria di cui al punto 5, per periodo di sottoscrizione e classe di merito creditizio assegnata al cliente ricorrente.

Note   [ + ]

1. CPI_provv._2946 isvap
2. stretta del credito; il fenomeno con cui si indica un calo significativo dell'offerta di credito al termine di un prolungato periodo espansivo

2 pensieri su “Criminologia Bancaria: assicurazioni e TAEG nel credito al consumo

  1. A proposito del punto 6):

    Mi è stata bocciata una pratica dall’ABF (mi occupo di ricorsi stragiudiziali bancari) di ricorso per TAEG errato pochi giorni fa, sebbene tutti e tre i punti fossero dimostrati da parte del cliente e ciò a causa del fatto che la polizza dava la possibilità di recesso una volta l’anno con comunicazione da trasmettere 60 giorni prima della scadenza annuale. Tutto questo nonostante il documento di adesione alla polizza fosse compreso nello stesso foglio del contratto (tutto ciò serve a confondere il cliente che crede di firmare sempre per il finanziamento), che i caratteri con cui veniva data l’adesione erano minuscoli (anche per mancanza di spazio visto che tutto era in un unico foglio) e che il cliente già era titolare della stessa polizza poiché aveva estinto un precedente simile finanziamento con la stessa società e non gli era stato rimborsato il premio. Non è servito indicare che il premio unico e anticipato, veniva per oltre il 70% retrocesso all’intermediario che pertanto aveva in interesse diretto a far sottoscrivere la polizza, poiché non assumeva rischio di rimborso, si copriva dal rischio di credito e incassava pure gratuitamente le somme retrocesse e gli interessi, considerato che il premio era finanziato.

    1. L’ABF è un organismo stragiudiziale e si da delle regole “proprie” di funzionamento e decisorie. Tali regole e orientamenti espressi dovrebbero essere in linea con la giurisprudenza consolidata ma in questo caso non lo è. La speranza è che dopo un pò di ricorsi in Tribunale, l’ABF decida di rivedere la propria posizione.

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