Trasparenza

ABF, organismo di risoluzione controversie(?)

tutela consumatore

L’ ABF nella difesa di una relazione banca/cliente equilibrata.

Il 15 gennaio scorso ho pubblicato un articolo di analisi delle recenti decisioni del Collegio di Coordinamento e dei rischi per i ricorrenti; mefistofelicamente avevo previsto – nelle conclusioni – che l’orientamento del collegio di coordinamento sarebbe stato pienamente sfruttato dal sistema bancario a difesa del loro operato (poco) trasparente. 1)Mi aspetto, inoltre, che nel contenzioso attuale e prossimo ante “rivisitazione” della contrattualistica, il sistema bancario cercherà nei suoi archivi (che contengono migliaia di finanziamenti) i casi più congruenti alla prova contraria di cui al punto 5, per periodo di sottoscrizione e classe di merito creditizio assegnata al cliente ricorrente.

Il principio espresso dal collegio di coordinamento: L’erogazione di finanziamenti a condizioni del tutto analoghe a favore di soggetti con un merito creditizio omogeneo a quello del debitore assicurato, anche in assenza di polizza assicurativa, può considerarsi, infatti, un chiaro indice in favore della natura facoltativa della polizza assicurativa, che, alla luce della prassi seguita dall’intermediario finanziatore, può ritenersi irrilevante per la concessione del credito e per la determinazione delle condizioni offerte.”

Sono sempre più le decisioni sfavorevoli ai ricorrenti formulate sulla base di questo principio.

Tra le tante prendiamo ad esempio una delle ultime decisioni pubblicate, la n. 17303/2017.

A fronte di un solo contratto simile depositato, il collegio ha ritenuto soddisfatto il principio di cui sopra.

Sì!, basta un solo contratto e l’ABF (organismo di Banca d’Italia) dà torto alla parte debole della relazione, nel rispetto dei principi della trasparenza bancaria volta a tutelare proprio la parte più debole della relazione.

Nel caso di specie, inoltre, il collegio non dice nulla sul merito creditizio del precedente considerato, che dovrebbe essere il medesimo del ricorrente.

Il principio sopra utilizza due termini chiari, INDICE e PRASSI.

Indice così contestualizzato è da intendersi come % tra finanziamenti totali concessi e polizze abbinate al fine di indentificare la prassi con cui il sistema bancario impone (o non impone) le polizze assicurative abbinate al credito.

L’unico organismo terzo deputato a tale indagine è l’AGCM.

Quest’ultimo ha recentemente pubblicato due comunicati stampa – n. PS11116 e successivo ampliamento – in cui si legge che l’indagine in corso verte proprio  su tale prassi.

La denuncia di tale prassi è però arrivata dall’IVASS, organismo di vigilanza sulle assicurazioni, e NON dalla Banca d’Italia.

L’indagine dell’Antitrust, per trasparenza, verte sulla prassi di abbinare polizze NON connesse alla tutela del credito della banca. Le polizze non connesse al credito sono state da sempre escluse dal calcolo del TAEG per effetto dell’art. 121 TUB: “Nel costo totale del credito sono inclusi anche i costi relativi a servizi accessori connessi con il contratto di credito, compresi i premi assicurativi, se la conclusione di un contratto avente ad oggetto tali servizi è un requisito per ottenere il credito, o per ottenerlo alle condizioni offerte”. In senso conforme anche le Disposizioni in materia di Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari per la rilevazione del TAEG: “Nel TAEG sono inclusi i costi, di cui il finanziatore è a conoscenza, relativi a servizi accessori connessi con il contratto di credito e obbligatori per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni offerte” (Sez. VII, par. 4.2.4).

L’intervento dell’Antitrust, qualora dovesse sanzionare le finanziarie indagate – Agos e Findomestic – metterebbe seriamente in dubbio anche l’orientamento dei collegi ABF sull’esclusione dal TAEG delle polizze non connesse al credito. Infatti, l’AGCM, indaga su l’incidenza dei comportamenti scorretti al fine di identificare una prassi, che nel caso delle polizze abbinate al credito si traduce in obbligatorietà delle polizze non connesse al credito.

Vi terremo aggiornati.

Note   [ + ]

1. Mi aspetto, inoltre, che nel contenzioso attuale e prossimo ante “rivisitazione” della contrattualistica, il sistema bancario cercherà nei suoi archivi (che contengono migliaia di finanziamenti) i casi più congruenti alla prova contraria di cui al punto 5, per periodo di sottoscrizione e classe di merito creditizio assegnata al cliente ricorrente.

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